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Una selezione di approfondimenti e aggiornamenti curati dai professionisti dello Studio, con uno sguardo attento all’evoluzione del panorama giuridico.

In evidenza
Il licenziamento via e-mail è valido: la conferma della Cassazione
3 Giugno 2026

Il licenziamento via e-mail è valido: la conferma della Cassazione

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con l'ordinanza n. 13731 dell'11 maggio 2026, ha confermato la validità del recesso intimato tramite posta elettronica ordinaria. La pronuncia chiarisce che tale modalità di comunicazione configura un licenziamento legittimo, in quanto risulta pienamente idonea ad assolvere il requisito della forma scritta previsto dall'art. 2 della L. 604/1966. Ai fini dell'efficacia dell'atto, il datore di lavoro deve esclusivamente fornire la prova oggettiva dell'avvenuta ricezione del messaggio da parte del destinatario. La decisione adegua le prassi giuslavoristiche alle attuali dinamiche aziendali, ribadendo che l'impiego dei canali digitali è valido e vincolante, con rilevanti ricadute operative per l'intera organizzazione d'impresa.

1 Maggio 2026

Indennizzo vaccinale: la Cassazione sul nesso causale

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con la sentenza n. 10741 del 23 aprile 2026, interviene in materia di indennizzo vaccinale chiarendo i parametri di accertamento del nesso causale tra la profilassi e l'insorgenza di una patologia permanente. La pronuncia stabilisce che, ai fini della Legge 210/1992, non è necessaria la certezza scientifica assoluta, essendo sufficiente il criterio probabilistico del "più probabile che non". Valorizzando la cronologia degli eventi e l'esclusione di cause alternative, la Suprema Corte tutela il diritto del danneggiato al ristoro anche in assenza di evidenze epidemiologiche univoche. La decisione rappresenta un importante precedente , delineando una struttura della prova più aderente alla realtà clinica dei pazienti e meno vincolata a rigide astrazioni statistiche, favorendo così una tutela effettiva della salute individuale nel contesto delle campagne vaccinali.

19 Aprile 2026

Danni da filler e manleva medica: Sentenza n.1099/2025 della Corte d'Appello di Firenze

La Corte d’Appello di Firenze, con la sentenza n. 1099 del 10 giugno 2025, ha fornito importanti chiarimenti sulla responsabilità medica e sull’obbligo di manleva assicurativa in caso di danni da filler. La decisione stabilisce che l'assicuratore deve tenere indenne il sanitario non solo per il risarcimento dovuto alla paziente (al netto della franchigia), ma anche per le spese di soccombenza. Un punto centrale riguarda la distinzione tra tali oneri e le spese di resistenza ex art. 1917, comma 3, c.c., confermando il diritto del medico al rimborso dei costi di difesa legale sostenuti per contrastare la richiesta risarcitoria. Il provvedimento rappresenta un riferimento significativo per la medicina estetica, ribadendo che la tutela assicurativa deve coprire integralmente le conseguenze processuali del sinistro, garantendo la protezione del patrimonio del professionista.

Altri articoli
Responsabilità medica: il Tribunale di Roma sulle infezioni nosocomiali
7 Aprile 2026

Responsabilità medica: il Tribunale di Roma sulle infezioni nosocomiali

Il Tribunale di Roma, con la sentenza n. 3386 del 5 marzo 2026, ha affrontato il tema della responsabilità medica in relazione alle infezioni nosocomiali contratte durante la degenza. La pronuncia chiarisce che l’onere della prova grava in primis sul paziente per quanto concerne il nesso causale tra ricovero e infezione, ma trasla sulla struttura sanitaria la necessità di dimostrare l’adozione diligente di tutti i protocolli di prevenzione e sanificazione. La decisione sottolinea che una difesa generica basata sull'inevitabilità del rischio infettivo è insufficiente: l'ospedale deve fornire prove documentali rigorose circa la sterilità degli ambienti e dei presidi medici per andare esente da responsabilità. Tale orientamento rafforza l’obbligo di risk management e impone una gestione documentale analitica delle procedure di igiene ospedaliera per prevenire il risarcimento del danno.

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Cassazione: licenziamento legittimo e assoluzione penale
30 Marzo 2026

Cassazione: licenziamento legittimo e assoluzione penale

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4684 del 2 marzo 2026, ha chiarito che il licenziamento legittimo può sussistere anche in presenza di assoluzione penale, in quanto la responsabilità disciplinare è autonoma rispetto a quella penale. La decisione afferma che il datore di lavoro può utilizzare gli atti del procedimento penale e fondare il recesso su una condotta omissiva idonea a ledere il vincolo fiduciario, anche se non penalmente rilevante. La pronuncia conferma inoltre che l’immutabilità della contestazione riguarda il fatto materiale e non la sua qualificazione giuridica, con rilevanti implicazioni per la gestione dei procedimenti disciplinari.

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Licenziamento disciplinare: la Cassazione sulla proporzionalità della sanzione
3 Marzo 2026

Licenziamento disciplinare: la Cassazione sulla proporzionalità della sanzione

Con l’ordinanza n. 3146 del 12 febbraio 2026, la Corte di Cassazione chiarisce i confini del licenziamento disciplinare e del principio di proporzionalità. La Suprema Corte ribadisce che la sanzione espulsiva è legittima solo in presenza di un "notevole inadempimento", imponendo al giudice una valutazione rigorosa del caso concreto alla luce del CCNL applicabile. La pronuncia conferma che l'accertamento della gravità della condotta e della lesione del vincolo fiduciario spetta esclusivamente al giudice di merito, limitando il sindacato di legittimità della Cassazione alla sola coerenza logica e giuridica della decisione.

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24 Febbraio 2026

Inidoneità dei locali e rifiuto della prestazione: la tutela contro il licenziamento

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3145 del 12 febbraio 2026, ha confermato la nullità del licenziamento intimato a una lavoratrice che si era rifiutata di prestare attività in locali inidonei e nocivi per la salute. La Suprema Corte ha chiarito che il rifiuto di svolgere l'attività lavorativa configura un legittimo esercizio dell'eccezione di inadempimento qualora il datore violi l'obbligo di sicurezza ex art. 2087 c.c. In tema di onere della prova, spetta al datore dimostrare l'idoneità dell'ambiente di lavoro, mentre al lavoratore basta allegare il rischio. La decisione ribadisce la natura ritorsiva del recesso basato su assenze provocate dalla stessa condotta datoriale inadempiente.

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Licenziamento disciplinare: reintegra per fatti irrilevanti
19 Febbraio 2026

Licenziamento disciplinare: reintegra per fatti irrilevanti

Il Tribunale di Modena, con la sentenza n. 56 del 9 gennaio 2026, ha affrontato il tema del licenziamento disciplinare nelle tutele crescenti, stabilendo un principio fondamentale per la protezione dei lavoratori. La pronuncia chiarisce che la tutela reintegratoria opera non solo nell'ipotesi di inesistenza storica dell'addebito, ma anche quando il fatto contestato risulti privo di rilevanza disciplinare. Nel caso di specie, i contatti informali con la clientela non supportati da esplicite direttive aziendali sono stati giudicati inidonei a fondare un recesso per giusta causa. Il giudice ha dunque accertato un vizio di sostanza, ribadendo che la mancanza di gravità e la mancata prova della proporzionalità della sanzione rispetto all’addebito conducono all'annullamento del licenziamento e al ripristino del rapporto di lavoro. La decisione sottolinea come l'insussistenza del fatto materiale debba essere interpretata in senso giuridico, garantendo la reintegra ogni qualvolta la condotta sia inoffensiva o estranea al perimetro disciplinare definito dal CCNL.

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Mansioni superiori e differenze retributive: la Cassazione ribadisce le regole sull’inquadramento
17 Febbraio 2026

Mansioni superiori e differenze retributive: la Cassazione ribadisce le regole sull’inquadramento

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1212 del 20 gennaio 2026, ha chiarito i presupposti per accertare lo svolgimento di mansioni superiori e le differenze retributive. La pronuncia stabilisce che il giudice non può limitarsi a valutare le attività di fatto, ma deve applicare il procedimento trifasico. Questo iter impone l'individuazione delle qualifiche del contratto collettivo e il rigoroso raffronto con le mansioni esercitate. Senza questo passaggio, si configura la mancata prova del corretto inquadramento. La decisione, rilevante pure in contesti di conciliazione giudiziale post impugnazione del licenziamento, sancisce un accoglimento parziale del ricorso datoriale e ribadisce l'obbligo di un'analisi contrattuale rigorosa a garanzia della certezza del diritto.

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Assegno di divorzio: quando spetta davvero? I chiarimenti della Cassazione sui sacrifici per la famiglia
16 Febbraio 2026

Assegno di divorzio: quando spetta davvero? I chiarimenti della Cassazione sui sacrifici per la famiglia

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 2917 del 9 febbraio 2026, ha cassato una decisione che riconosceva l'assegno divorzile basandosi esclusivamente su proiezioni ipotetiche di squilibrio pensionistico futuro. La Suprema Corte ha ribadito che il riconoscimento dell'assegno presuppone l'accertamento dell'inadeguatezza dei mezzi dell'ex coniuge istante e dell'impossibilità di procurarseli per ragioni oggettive al momento della domanda. Lo squilibrio economico tra gli ex coniugi deve essere una precondizione fattuale attuale, derivante da sacrifici professionali documentati e non da presunzioni generiche legate al lavoro "in nero" o a brevi interruzioni della carriera. La pronuncia rafforza l'onere probatorio in capo al richiedente, il quale deve dimostrare la rinuncia a realistiche occasioni di reddito per favorire la famiglia.

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Carta Docente precari – Cassazione: il diritto al bonus formazione
15 Febbraio 2026

Carta Docente precari – Cassazione: il diritto al bonus formazione

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29961 del 27 ottobre 2023, ha riconosciuto il diritto alla Carta Docente precari per i docenti con supplenze annuali o fino al termine delle attività didattiche. La pronuncia, risolvendo un rinvio pregiudiziale, estende il bonus formazione di 500 euro annui al personale a tempo determinato, eliminando la discriminazione rispetto ai colleghi di ruolo in linea con i principi eurounitari. La Suprema Corte ha chiarito che l'obbligo formativo grava parimenti su tutto il personale docente, rendendo ingiustificata l'esclusione dei supplenti dal beneficio economico. Di particolare rilievo è la conferma della prescrizione decennale per il recupero delle somme non percepite, con termine decorrente dalla data di maturazione del diritto o dall'effettiva possibilità di registrazione al sistema telematico, garantendo così un ampio margine d'azione per i lavoratori interessati.

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Contratto di agenzia: il patto di non concorrenza è valido anche senza un corrispettivo
12 Febbraio 2026

Contratto di agenzia: il patto di non concorrenza è valido anche senza un corrispettivo

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 1226 del 20 gennaio 2026, ha confermato la piena validità del patto di non concorrenza nel contratto di agenzia anche in assenza di uno specifico corrispettivo. Secondo la Suprema Corte, la previsione dell'indennità contenuta nell'articolo 1751-bis c.c. non è presidiata da una sanzione di nullità e deve pertanto ritenersi derogabile dall'autonomia delle parti. La decisione sottolinea che il sacrificio professionale richiesto all'agente può trovare giustificazione nel complessivo equilibrio economico del rapporto di agenzia, piuttosto che in una singola controprestazione monetaria. La pronuncia stabilizza l'orientamento giurisprudenziale favorevole alla libertà contrattuale delle imprese, pur lasciando spazio a riflessioni sulla tenuta causale di accordi eccessivamente gravosi per i professionisti privi di indennizzo.

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